Il Carnevale di Venezia

Immagine machere di Carnevale

Il Carnevale di Venezia, la più conosciuta tra le feste popolari della città, affonda con molta probabilità le sue radici negli antichi saturnali romani, in cui ordine sociale e gerarchie venivano completamente sovvertiti.

Già nel Medioevo a Venezia, gentiluomini e patrizi aprono circoli con lo scopo di organizzare feste e spettacoli.

I campi della città vengono invasi dalla gente in festa, che fa a gare per mettersi in mostra, e divertirsi, intrecciando aspetti legati alla cultura a componenti tipiche della festa popolare.

Le “Compagnie della Calza”, come venivano chiamate, testimoniano la voglia di trasgressione, di venire meno alle regole della vita quotidiana.
Per questa ragione vengono adottate le maschere, che da un lato annullano gerarchie e diversi ruoli sociali tra gli individui e,contestualmente, legalizzano l’illecito facendo lasciando spazio all’istinto libertino, al gioco d’azzardo.

In origine il Carnevale iniziava il 26 dicembre in Piazza San Marco, quando il Governo accordava ufficialmente l’autorizzazione a indossare la maschera. Durava fino al martedì grasso, raggiungendo il suo culmine il Giovedì Grasso.
I festeggiamenti prevedevano che venissero costruiti appositamente dei palchi in riva degli Schiavoni, nei campi principali e in piazzetta S. Marco, e saltimbanchi e acrobati animavano la scena contribuendo a creare un clima di festoso.

Nel ‘700, il carnevale rappresenta ormai un’attrazione turistica a livello internazionale. Viene inaugurato la prima domenica d’ottobre, prosegue fino a Natale, e dopo una br

eve pausa, riprende il giorno dell’Epifania, per concludersi con l’arrivo della Quaresima.

In quella data i sette teatri veneziani inaugurano ufficialmente i festeggiamenti: gli spettatori in maschera e le rappresentazioni al completo.

Con l’arrivo di Napoleone, che decreta la fine della Repubblica, nel 1797, il Carnevale scompare per ritornare ai suoi antichi splendori a distanza di quasi due secoli, nel 1980.
Tuttora il Carnevale di Venezia è un appuntamento istituzionale.

L’inizio del Carnevale viene celebrato con “Il volo della colombina”, un uccello meccanico che viene fatto scendere dal campanile di San Marco sulla traiettoria di una fune.


Spettacoli teatrali all’aperto vengono allestiti in campo Santa Margherita e in Campo Sant’Angelo, palchi musicali a San Barnaba, vicino all’Università Cà Foscari. In Santo Stefano, invece si trovano bancarelle che vendono le maschere e chioschi con frittelle.

I festeggiamenti del Carnevale si concludono con il corteo delle barche in fiaccolata, che si tiene sul Canal Grande l’ultimo sabato del Carnevale

Le Maschere Veneziane

La storia della maschera veneziana ha origini molto antiche. Già nel 1271 esisteva una scuola di “maschereri”. Per il modello venivano utilizzate argilla, carta pesta, colla di farina, garza e colori per dipingerla.

Tra le maschere, il classico costume veneziano è la baùtta. Si tratta di una sorta di cappuccio di seta, velluto o merletto, aperta sul davanti, che si accompagna ad una cappa di merletto, un ampio

mantello, il tabarro, un cappello di feltro a tre punte, e che culmina con una maschera bianca, o nera, che copre l’intero viso.

Famose anche le maschere di:

Arlecchino: (batòcio, ovvero bastone) con il caratteristico abito a losanghe multicolore, il classico emigrante che arriva a Venezia da Bergamo, in cerca di lavoro.

Pantalo

ne: la maschera Veneziana per eccellenza. Vecchio, ricco, avaro, ricorda la caricatura dell'ebreo del tempo.

Facanapa (o Fracanapa): maschera veneta dell'entroterra.

Moreta: maschera in cuoio nero destinata a coprire il volto delle donne. Priva di bocca e sorretta coi denti (non si poteva così parlare).

La Gnaga: maschera da gatto. Si esprime con continui miagolii o con frasi sconce.

Oggi, chi è interessato a confezionarsi da sé e in breve tempo un costume, può frequentare corsi gratuiti in Campo San Maurizio, a Palazzo Zaguli (tel. 041.985092).

Chi preferisce noleggiare un costume può rivolgersi a Nicolao Atelier (Cannaregio, 5565, Calle del Bagantin, tel.:041.5207051), e Atelier Pietro Longhi (San Polo 2604/b, ri terà dei Frari, tel. 041.714478)

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