Le Isole della Laguna

Itinerari nella laguna e collegamenti

Visitare le isole della laguna è un’esperienza particolarmente suggestiva, che esula un po’ dai percorsi più turistici di Venezia.
Molte delle isole sono collegate dai servizi di navigazione lagunare ACTV.

La linea 14, con motonave in partenza da Ponte della Paglia, porta al Lido.
Da qui si prosegue con la linea 12 per Punta Sabbioni, si va a Preporti e poi a Burano e a Torcello.
In alternativa, è possibile sempre con la Linea 12 raggiungere queste isole partendo da Fondamente Nuove.

Dalle Fondamente Nuove la linea 13 porta verso Vignole, e Sant’Erasmo, già frequentata dagli antichi romani come luogo di villeggiatura e nota per le ricche coltivazioni di verdure che ancor oggi vengono vendute ai mercati di Rialto, come secoli fa.

Un altro itinerario suggestivo è quello che con le motonavi della linea 10 e 20 porta a San Servolo dove, nel verde di un parco secolare, nel Settecento fu costruito un ospedale per curare i malati di mente. Attualmente vi ha sede la Scuola Europea di Oncologia.
La stessa linea, con partenza dal pontile di San Zaccaria, porta a San Lazzaro degli Armeni, famosa per il convento fondato dal padre armeno Mechitar.

Dal Lido si può raggiungere il borgo medioevale di Malamocco con gli autobus della linea 11 e per poi proseguire con ferry boat per Pellestrina.
Malamocco, che un tempo si chiamava Meduaco, era una delle più importanti città della Laguna, fungendo da scalo marittimo per Padova. Malamocco fu sede vescovile fino al 742 e venne scelta come sede del Dogato fino all’811, prima di essere trasferito nel centro di Venezia, a Rialto.

E’ possibile visitare altre isole, come San Francesco del Deserto, con servizi privati in partenza da Burano o da San’Erasmo.
Secondo la tradizione, San Francesco d’Assisi, durante un viaggio di ritorno dalla Terrasanta si sarebbe fermato nell’isola di San Francesco del Deserto dove avrebbe piantato un pino esistente ancor oggi.

Il Forte di Sant’Andrea, che anticamente proteggeva l’ingresso della Serenissima dal mare, è invece accessibile solo in alcuni periodi dell’anno.
Si può raggiungere l’isola di San Secondo noleggiando una barca, ma è sconsigliabile fermarsi in quanto infestata dai topi.
Le isole di San Clemente, Sant’Angelo della Polvere, Lazzaretto e Poveglia non sono visitabili.
L’isola di San Giacomo in Palua si può visitare facendo richiesta all’associazione VAS (Verdi, Ambiente e Società 041. 2410167)
Infine, per escursioni naturalistiche in laguna ci si può rivolgere al Forum per la Laguna (tel.: 041.5212830)


Isola di Murano
30141 Venezia
Come arrivarci: Linee Actv vaporetto n. 42/52

Murano, divisa in nove isolette, è una tra le più note isole della laguna.
Per lungo tempo fu luogo di villeggiatura dell’aristocrazia veneziana.
Dal ‘300 al ‘600 i nobili vi fecero costruire sontuosi palazzi e giardini con piante rare importate dall’Oriente.
Nel ‘700 l’isola era teatro di feste favolose.

Murano è famosa soprattutto per l’arte del vetro soffiato, una tradizione antichissima, che ha visto intere generazioni di muranesi dedicate a questa attività artigianale, in cui l’abilità e il soffio dell’uomo sono gli unici strumenti a disposizione.
Tuttavia, non è possibile sapere con precisione quando si incominciò a produrre il vetro a Murano. Si parla dapprima di un vetro prodotto a Venezia.
Nel 1291, tuttavia, in base a un decreto statale, le fornaci vengono trasferite per legge da Venezia sull’isola di Murano. Questo limitare il rischio incendi.
Da allora e fino al XVIII secolo Murano è stato il centro più importante dell’arte vetraria di tutta Europa. Il declino dell’artigianato del vetro si accompagna al declino della Repubblica. Grazie ai Barovier, ai Toso e ai Seguso l’arte del vetro rinasce intorno alla metà dell’800 ed tuttora di carattere artigianale.

A Palazzo Giustiniani, un tempo sede dei Vescovi di Torcello, ha sede del Museo dell’Arte Vetraria.
Il museo conserva una ricchissima collezione di oggetti e vetri decorati prodotti a partire dal XV sec. e fino ai giorni nostri, che testimoniano dei mutamenti del gusto e dello stile, della sperimentazione di nuove tecniche, di una tradizione che ha reso l’isola famosa nel mondo.

A poca distanza dal museo è possibile visitare la Basilica dei Santi Maria e Donato, fondata nel VII secolo, ricostruita nel XII e restaurata nell’800, una delle più interessanti testimonianze dello stile veneto-bizantino.
L’abside in mattoni, ricca di colonne e archi, è riccamente decorata all’esterno, la pavimentazione interna della basilica vanta mosaici che risalgono all’epoca della costruzione della basilica (1140).

L’itinerario artistico dell’isola prevede anche una sosta alla San Pietro Martire, che conserva dipinti preziosi tra i quali la Madonna con Bambino in Trono tra Angeli e Santi, di Giovanni Bellini, datata 1488.

Tra i palazzi, da segnalare Palazzo Da Mula, testimonianza dell’architettura gotica.



Burano
Laguna Nord - Burano
30012 Venezia
Come arrivarci: Linee Actv Da S.Zaccaria/P.Sabbioni Motonave n. 12/14

Burano, con le sue abitazioni dipinte con colori vivaci, è il più importante centro della laguna nord ed è famosa per la produzione di merletti e per la pesca.
La specializzazione delle merlettaie di Burano affonda le sue radici nel Medioevo, quando le donne erano chiamate quotidianamente a rammendare le reti da pesca dei loro mariti.

Nell’XVI, secolo questa forma di artigianato viene valorizzata grazie alla sensibilità della Dogaressa Morosina Morisini, che ne favorisce lo sviluppo intuendone il valore culturale ed economico.
Venezia era già a quell’ epoca un importante centro di scambi a livello internazionale e i merletti potevano essere venduti sui mercati di tutta Europa.

Nell’Ottocento l’artigianato del merletto arriva a costituire una fonte di guadagno pari alla pesca, motivo per il quale viene fondata la scuola che ancora oggi ha sede nel Palazzo del Podestà, vicino al Museo del Merletto.
L’arte del ricamo, realizzata ad ago e a fuselli, è tuttora molto apprezzata e da anni viene tramandata di madre in figlia.

Burano vanta anche importanti testimonianze di architettura sacra, che sopravvivono solo in parte; erano quattro le costruzioni religiose esistenti fino all'età napoleonica: Santa Maria delle Grazie, detta le Capuccine, esiste tuttora ma sconsacrata, San Mauro, San Vito e San Martino Vescovo, chiesa parrocchiale ancora esistente.

Torcello
Torcello – Venezia
30012 Venezia

L'isola di Torcello è al centro della vita economica e sociale della civiltà veneziana di un tempo.
Già sede vescovile dal 638 al 1689, diventa nell’Alto Medioevo porto e centro industriale di primaria importanza. Con i tre canali che si aprivano al mare era sede di officine metallurgiche, vetrarie e di lavorazione della lana, attività che in base alla deliberazione del 1272 poteva essere svolta solo a Torcello.

Questa intensa attività favorisce la crescita economica dell’isola alimentandone la ricchezza, tanto che nel 1795 Torcello vanta la presenza di 737 casate nobiliari, di pari dignità rispetto a quelle veneziane.

Nel XV secolo, tuttavia, Torcello inizia un lenta ma inarrestabile decadenza, dovuta all'interramento dapprima parziale e poi totale delle bocche portuali, che provoca l'avanzamento dei sedimenti apportati dal Sile e dal Dese, l'impaludamento, il predominio delle acque dolci su quelle salate e il flagello della malaria.

Oggi l’isola è un piccolo centro di pescatori di grandissimo interesse storico e artistico.

Il più importante monumento dell’isola è la cattedrale di Santa Maria Assunta, fondata nel 639. Accanto alla Cattedrale si trova la Chiesa di Santa Fosca, di arte ravennate, ricostruita nell’XI secolo.
Preceduta da un ampio porticato, ha pianta a croce greca.
Da vedere anche: il Ponte del Diavolo, un ponte senza parapetti che unisce le due sponde del canale di Torcello.

Tra i più illustri ospiti dell’isola, va ricordato Ernest Hemingway, che vi soggiornò a lungo nel secondo dopoguerra.


San Lazzaro degli Armeni
Burano- San Lazzaro degli Armeni- Venezia
Tel.: 0415260104
Orario d’Ingresso: 15.25-17.25, tutti i giorni
Come arrivarci: linea Actv Venezia-San Zaccaria

L’isola di San Lazzaro degli Armeni si trova nella laguna centrale, a ridosso del Lido, a circa due chilometri da Venezia e ha una superificie di circa tre ettari.

Nel 1182 il veneziano Leone Paolini ottiene in dono l'isola dall'abate Uberto di Sant'Ilario.
Sull’isola costruisce una chiesa, dapprima dedicata a San Leone Papa, e un ospizio per pellegrini, che in breve diventa asilo per i contagiati di lebbra.
Nel 1717 l'isola viene donata in perpetuo dal Senato della Repubblica agli Armeni seguaci di Mechitar, ovvero Manug di Pietro, detto il Consolatore, che vi fonda un monastero nel 1740.
L’isola deve pertanto il suo nome a San Lazzaro, patrono dei lebbrosi, e al monastero istituito da Mechitar.

La struttura originaria del convento che si trova al centro dell'isola, è ben conservata con il suo tipico campanile a cuspide e il muro perimetrale interrotto da balaustre colonnate.
Oggi si possono ammirare il chiostro porticato del convento e la chiesa di impianto gotico, che risale al XIV secolo. All'interno sono conservate opere di Franceso Maggiotto e di Franceso Zugno, della Scuola del Tiepolo.
Il refettorio del 1739 custodisce pitture di Palma il Giovane, di Longetti e di Gaspare Dizioni.



Lido di Venezia

Il Lido, un’isola di forma allungata, fungeva anticamente da baluardo difensivo della città di Venezia.
In tempi più recenti si è trasformata in un vero e proprio centro balneare di fama internazionale, con la sua spiaggia rinomata e adeguate strutture turistiche e alberghiere. Non solo: il Lido, durante la stagione estiva, ospita importanti manifestazioni culturali, artistiche e sportive, come testimoniano la presenza del Casinò e del Palazzo del Cinema, inaugurato nel 1936.

Il fascino e la suggestione del Lido vantano estimatori già nell’ ‘800. Intellettuali, musicisti e poeti romantici eleggono l’Isola a rifugio prediletto.

Lo scrittore e poeta anglosassone George Byron, fuggito dall’Inghilterra a causa del suo anticonformismo politico e di una vita condotta nel culto della trasgressione, trova riparo sull’isola, dopo un viaggio avventuroso.
Dopo di lui, altri artisti, tra i quali il poeta Percy Bisshe Shelley, la scrittrice George Sand, lo storico Hyppolite Taine, ne subiscono la magia e l’incanto.

Anche in seguito il Lido, con le sue melanconiche solitudini, continua ad esercitare una forte attrazione, in special modo sugli intellettuali decadenti e simbolisti.
Non dimentichiamo che fu prescelto da Thomas Mann quale scenario di uno dei suoi romanzi più importanti, Morte a Venezia, da cui nel 1912 Luchino Visconti trasse l’omonimo film, utilizzando i saloni dell’Hotel de Bains come ambientazione.

Contestualmente, l’aristocrazia dell’Europa del Nord, così come ricchi borghesi tedeschi e inglesi, dandy e snob di ogni continente, trasformano il Lido nel loro rifugio segreto, paradiso balneare per pochi.
Così, in breve tempo, l’isola vive un processo di urbanizzazione che cancella gran parte della sua storia.

La comparsa di ville, grandi alberghi di lusso e di un’ architettura eclettica, contrasta in modo assai evidente con l’armonia e la tradizione preesistenti, testimoniata dalla chiesa di Santa Maria Elisabetta, dalla Chiesa e dal Convento di San Nicolò, con chiostro del XVI secolo, e dal caratteristico porticciolo di Malamocco.

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